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Canone tv: tutte le novità su pagamento, esenzioni e scadenze per il 2024

Canone tv: tutte le novità su pagamento, esenzioni e scadenze per il 2024
Canone tv: tutte le novità su pagamento, esenzioni e scadenze per il 2024

Il canone TV rappresenta un’imposta obbligatoria in Italia per chiunque possieda un apparecchio televisivo. La sua funzione principale è finanziare il servizio pubblico radiotelevisivo, garantendo la copertura di programmi di interesse culturale, sportivo e informativo. Negli ultimi anni, la modalità di pagamento e le regole relative all’imposta sono state oggetto di aggiornamenti normativi e chiarimenti, che è importante conoscere per evitare sanzioni e per usufruire delle eventuali esenzioni previste dalla legge.

Cos’è il Canone TV e chi deve pagarlo

Il canone TV è dovuto da chiunque detenga un apparecchio televisivo in Italia. La normativa prevede che il pagamento sia effettuato una sola volta all’anno e per famiglia anagrafica, cioè per l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi che risiedono nella stessa abitazione. Questo significa che anche se in una casa vi sono più televisori, il canone si paga una sola volta, a condizione che i componenti della famiglia convivano nello stesso comune.

Un aspetto importante riguarda i residenti all’estero: anche loro sono tenuti al pagamento del canone nel caso in cui detengano un apparecchio televisivo in un’abitazione situata in Italia.

Dal 2016, la modalità di pagamento del canone è stata modificata: l’importo viene addebitato direttamente nella bolletta elettrica della fornitura domestica, eliminando così la possibilità di pagarlo tramite bollettino postale. Questa modalità si basa sulla presunzione che chi ha un’utenza elettrica per una residenza principale possieda anche un televisore.

L’importo annuo standard del canone è fissato in 90 euro, anche se per l’anno 2024 è stata disposta una riduzione temporanea a 70 euro, come previsto dalla risoluzione n. 1 del 3 gennaio 2024.

Esenzioni e casi particolari

Il legislatore ha previsto alcune categorie di soggetti esonerati dal pagamento del canone TV. Tra questi vi sono:

  • Ultrasettantacinquenni con reddito proprio e del coniuge non superiore a 7.000 euro annui, che non convivano con altre persone.
  • Diplomatici e militari stranieri residenti in Italia, sotto certe condizioni.
  • Chi non detiene un apparecchio televisivo, purché venga effettuata una dichiarazione sostitutiva di non detenzione all’Agenzia delle Entrate.

Per richiedere l’esonero, il contribuente deve presentare apposita dichiarazione sotto la propria responsabilità. La validità della dichiarazione copre l’anno solare in cui è stata presentata.

Un’altra casistica riguarda il canone speciale, che si applica alle attività commerciali, agli esercizi pubblici e agli enti che detengono apparecchi radio o televisivi nei locali della propria attività. Questo canone speciale non viene addebitato in bolletta elettrica, ma deve essere pagato con modalità tradizionali, e il relativo importo varia in base alla tipologia e al numero di apparecchi posseduti.

La natura giuridica e le controversie sugli apparecchi

Il canone televisivo in Italia ha natura di imposta e la sua legittimità è stata più volte confermata dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. L’imponibilità è legata esclusivamente al possesso di un apparecchio televisivo, indipendentemente dall’effettiva ricezione dei programmi della Rai o dalla volontà di usufruirne.

Una questione spesso dibattuta riguarda quali apparecchi siano soggetti al canone. La definizione normativa si riferisce agli apparecchi “atti o adattabili” alla ricezione di segnali radiotelevisivi. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che sono soggetti al canone solo gli apparecchi che includono nativamente un sintonizzatore radio, un decodificatore e trasduttori audio/video per i servizi televisivi. Sono quindi esclusi dal canone dispositivi come computer, tablet e smartphone, anche se connessi a internet e utilizzati per vedere contenuti televisivi in streaming.

Questa distinzione è fondamentale per evitare il pagamento ingiustificato del tributo e per orientare correttamente i contribuenti sulle proprie obbligazioni fiscali.

Modalità di cessazione del pagamento e dichiarazioni

Il pagamento del canone TV cessa in presenza di specifiche condizioni, che devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate tramite raccomandata:

  • Cessione di tutti gli apparecchi televisivi posseduti.
  • Dichiarazione di mancata detenzione per furto, incendio o altre cause.
  • Trasferimento in casa di riposo.
  • Decesso del contribuente.
  • Trasferimento all’estero.

È importante sottolineare che dal 2016 non è più possibile rinunciare al pagamento tramite il suggellamento dell’apparecchio televisivo, una pratica che consentiva in passato di sospendere il canone senza cedere il televisore.


La gestione del canone TV in Italia rimane un tema di grande rilevanza sia per i contribuenti sia per il sistema radiotelevisivo pubblico. Conoscere i dettagli relativi a chi deve pagare, come e quando, oltre alle esenzioni previste, è essenziale per evitare problemi fiscali e per comprendere il ruolo di questo tributo nel finanziamento del servizio pubblico.