Il cercapersone, noto anche come radioavviso personale o pager, è un dispositivo elettronico progettato per la trasmissione di brevi messaggi. Introdotto negli anni ’50 e diffusosi massicciamente tra gli anni ’80 e ’90, questo apparecchio ha rappresentato un importante strumento di comunicazione prima dell’avvento dei telefoni cellulari.
Che cos’è un cercapersone e come funziona
Il cercapersone è un piccolo terminale mobile che funziona tramite un sistema wireless per ricevere notifiche. In generale, i dispositivi unidirezionali possono solo ricevere messaggi, solitamente numerici, come un numero di telefono o un codice identificativo. Alcuni modelli più evoluti, detti bidirezionali, permettevano anche l’invio di messaggi di testo o email, anticipando la funzione degli SMS. Il segnale è trasmesso su frequenze radio a bassa banda, che garantiscono una copertura più ampia e la capacità di attraversare edifici, cosa che i telefoni cellulari delle prime generazioni non riuscivano a fare.
In Italia, il servizio di cercapersone è stato commercializzato con il nome di Teledrin e gestito inizialmente da SIP, poi da Telecom Italia fino alla disattivazione del servizio nel 2005. Il sistema operava su frequenze specifiche, utilizzando protocolli come POCSAG per la trasmissione dei messaggi. I dispositivi erano diffusi soprattutto in ambito professionale, in settori come la sanità, i servizi di emergenza, e il giornalismo, dove la rapidità e affidabilità della comunicazione era essenziale.
Perché i cercapersone sono ancora utilizzati oggi
Nonostante il loro declino con la diffusione dei cellulari, i cercapersone non sono completamente scomparsi. La loro semplicità e affidabilità li rendono ancora preferibili in contesti dove la comunicazione deve essere garantita anche in condizioni estreme, come durante emergenze o in ambienti con reti cellulari congestionate o non disponibili. Ad esempio, ospedali, alberghi e alcune forze di soccorso li utilizzano ancora come backup per le comunicazioni.
Un altro vantaggio rilevante è la privacy: i cercapersone non dispongono di funzionalità come GPS o Bluetooth, il che riduce la possibilità di localizzazione degli utenti. Questo li rende strumenti ideali in settori sensibili, dove la discrezione è fondamentale. Inoltre, la comunicazione tramite cercapersone è meno soggetta a interferenze e distrazioni, poiché i messaggi sono filtrati e solo quelli prioritari vengono ricevuti.
I cercapersone e le recenti controversie
Recentemente, i cercapersone sono tornati al centro dell’attenzione a causa di eventi di cronaca internazionale. In Libano, ad esempio, alcuni cercapersone utilizzati da membri di Hezbollah sono stati coinvolti in gravi esplosioni in luoghi pubblici, causando feriti tra i civili. Le autorità locali stanno indagando sul fatto che questi dispositivi siano stati modificati e confezionati con cariche esplosive. La natura semplice e diffusa del cercapersone ha fatto sì che fossero usati come strumenti camuffati per ordigni esplosivi, con cariche stimate intorno ai 20 grammi di materiale esplosivo.
Le indagini sono in corso per determinare il meccanismo esatto che ha attivato queste esplosioni, con alcune ipotesi che suggeriscono la possibile manomissione delle batterie o un sistema di detonazione remoto. Questo episodio ha riacceso il dibattito sull’uso e la sicurezza di tecnologie apparentemente obsolete ma ancora operative in contesti specifici.
L’evoluzione del cercapersone rappresenta un caso emblematico di come una tecnologia, che sembrava destinata a scomparire con l’avvento del cellulare, possa ancora mantenere un ruolo rilevante in ambiti particolari grazie alla sua affidabilità, semplicità e caratteristiche uniche.








