La gazzella savana è un soggetto di grande interesse per chi studia la fauna e gli ecosistemi africani e asiatici, in particolare quelli delle savane, ambienti caratterizzati da una vegetazione erbosa e arbustiva che si estende su vaste aree tropicali e subtropicali. La gazzella è infatti uno degli animali più iconici di questi paesaggi, con una morfologia e un comportamento adattati a sopravvivere in condizioni spesso difficili.
Caratteristiche della gazzella nella savana
Le gazzelle appartengono alla famiglia dei Bovidi e sono diffuse soprattutto in Africa e in alcune zone dell’Asia. Sono animali dal corpo snello, con lunghe zampe che facilitano la corsa e la fuga dai predatori, un aspetto fondamentale per la loro sopravvivenza nelle vaste pianure delle savane. La lunghezza del corpo varia tra 85 e 170 centimetri, mentre il peso può andare dai 12 agli 85 chilogrammi a seconda della specie. Il mantello tipico è giallo-grigiastro o bruno sul dorso e bianco nella parte inferiore, con spesso una striscia nera lungo i fianchi.
Un’altra peculiarità è la presenza delle corna, presenti in entrambi i sessi nella maggior parte delle specie, anche se quelle femminili sono più sottili e corte. Le gazzelle sono note per essere ottime corridrici, capaci di mantenere velocità di 50 km/h e in alcuni casi raggiungere punte fino a 80 km/h, come la celebre gazzella di Thomson che popola le savane dell’Africa orientale.
Habitat e ruolo ecologico nella savana
La savana, bioma caratterizzato da una vegetazione aperta composta da erbacee e alberi distanziati, rappresenta l’habitat naturale ideale per molte specie di gazzelle. Questo ambiente si trova principalmente tra i 10 e i 20 gradi di latitudine sia nell’emisfero nord che sud, con una stagione secca ben definita e una stagione umida che permette la crescita della vegetazione.
La savana si forma in condizioni di precipitazioni climatiche specifiche, spesso inferiori ai 2000 mm all’anno, e può essere mantenuta anche dagli incendi stagionali che impediscono la chiusura della volta arborea. In tale contesto, la gazzella svolge un ruolo ecologico importante: è erbivora e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio tra vegetazione e fauna, oltre a rappresentare una preda fondamentale per i grandi carnivori della savana come ghepardi, leoni e iene.
Le mandrie di gazzelle possono essere molto numerose, soprattutto nelle savane africane, dove si contano anche migliaia di individui che si spostano insieme per la ricerca di cibo e acqua, contribuendo a modellare l’ecosistema attraverso il loro pascolamento.
Diversità tassonomica delle gazzelle nelle savane
Nel corso degli anni la tassonomia delle gazzelle è stata oggetto di revisione. Attualmente, le specie comunemente indicate con il nome di gazzella sono suddivise in tre generi principali: Gazella, Nanger ed Eudorcas. Ognuno di questi comprende specie con caratteristiche specifiche che si sono adattate a diversi tipi di savana e ambienti aridi.
Tra le specie più note si annovera la gazzella di Thomson (Eudorcas thomsonii), molto diffusa nelle savane della Tanzania e del Kenya, che con la sua velocità e il comportamento gregario rappresenta un modello esemplare di adattamento alla vita aperta. La specie è particolarmente importante dal punto di vista ecologico e turistico, essendo una delle più numerose tra gli ungulati africani.
Altre specie degne di menzione sono la gazzella dalla fronte rossa e la gazzella araba, quest’ultima adattata a vivere in ambienti estremamente secchi della Penisola Arabica, dimostrando la capacità di queste specie di sopravvivere in habitat molto diversi, dalla savana alle aree desertiche limitrofe.
La classificazione delle gazzelle si basa non solo su caratteristiche morfologiche, ma anche su analisi genetiche che hanno permesso di chiarire i rapporti di parentela tra le specie e di riconoscere sottospecie e varianti geografiche distintive.
L’ecosistema della savana, con le sue condizioni climatiche e la vegetazione peculiare, rappresenta quindi il contesto ideale per l’esistenza delle gazzelle, animali emblematici capaci di adattarsi a una vita dinamica e a volte estrema, contribuendo in modo sostanziale al delicato equilibrio naturale di queste vaste praterie tropicali.








