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La sbornia

La sbornia
La sbornia

Roma, 13 gennaio 2026 – La sbornia è un fenomeno universale che molti conoscono bene, ma riconoscerne i diversi livelli di gravità può fare la differenza nell’affrontarla nel modo corretto. Dagli effetti più lievi a quelli più devastanti, la sbornia si manifesta con sintomi variabili che impattano profondamente sulla qualità della giornata successiva a una bevuta eccessiva. Approfondiamo insieme come identificare il proprio grado di malessere al risveglio, aggiornando le informazioni con le ultime conoscenze sul tema.

I diversi livelli di sbornia e i loro sintomi

La sbornia non è un fenomeno uniforme, ma si presenta in gradazioni distinte, che vanno da una semplice sensazione di sete a veri e propri malesseri fisici e psichici debilitanti. Comprendere a quale livello ci si trova può aiutare a gestire meglio la situazione.

Sbornia di primo livello: il malessere sopportabile

A questo stadio iniziale, il corpo sembra funzionare ancora abbastanza bene. Non si avvertono dolori significativi, né una sensazione di malessere profondo. Spesso il problema principale è la sete intensa, che persiste anche dopo aver bevuto molte bevande come acqua o coca-cola. Nonostante tutto, il sonno della notte precedente potrebbe essere stato insufficiente, ma non compromette in modo grave la lucidità mentale. Curiosamente, anche chi segue una dieta vegetariana può avvertire il desiderio di un pasto più “sostanzioso”, come una bistecca al sangue, segnale di un bisogno nutritivo urgente.

Sbornia di secondo livello: i primi segnali di disagio

Il secondo livello si caratterizza per l’assenza di dolori evidenti, ma la mente comincia a vacillare. La capacità di concentrazione e di ragionamento si riduce drasticamente, spesso paragonabile alla “capacità intellettuale di una graffettatrice”. Il tentativo di riprendersi con numerosi caffè è controproducente, peggiorando la situazione gastrica. La fame si fa sentire in modo insistente, soprattutto per cibi grassi o pesanti. Il malessere è tale da far rimuginare sull’idea di diventare astemici, anche se in ufficio si cerca di mantenere una patina di normalità, spesso limitandosi a distrazioni poco produttive.

Sbornia di terzo livello: il corpo inizia a cedere

Al terzo livello si avverte un mal di testa più evidente, accompagnato da una sensazione sgradevole allo stomaco, paragonabile alla presenza di un “formichiere”. La produttività cala drasticamente, superando in negatività solo quella del capo. Anche odori familiari, come un profumo femminile, possono scatenare nausea, rievocando la serata precedente e le bevute eccessive. L’unico desiderio è quello di tornare a letto, con abbondanti liquidi come succo d’arancia e un sostanzioso apporto calorico per ristabilire le energie. Nonostante l’ingestione di caffè, bevande gassate e spremute, la sensazione di aver bisogno di urinare sembra inspiegabilmente assente.

La fase critica: sbornia di quarto e quinto livello

Sbornia di quarto livello: il disagio intenso

A questo stadio il malessere è palpabile e fisicamente debilitante. La testa pulsa come se “una combriccola di gnomi saltellasse nelle tempie”, e parlare troppo rapidamente può scatenare il vomito. Sul posto di lavoro, il capo può manifestare irritazione per il ritardo e l’odore persistente di alcol. Il tentativo di apparire presentabili è spesso vanificato da dettagli trascurati, come barba non rasata o trucco imperfetto. La bocca appare ricoperta da una patina sgradevole e gli occhi arrossati e doloranti confermano il disagio. In questa situazione, il desiderio più forte è che arrivi presto la fine della giornata o, in alternativa, un rimedio immediato come antidolorifici e antiacidi. Il rimpianto più grande è quello di non poter tornare indietro per evitare la serata precedente.

Sbornia di quinto livello: un vero inferno personale

Il livello massimo di sbornia, spesso definito come “Inferno dantesco”, si manifesta con sintomi devastanti. Il mal di testa diventa insopportabile, tanto da essere percepito anche dai colleghi più vicini, mentre l’alito e la pelle emanano odori così intensi da influenzare l’ambiente circostante. La bocca è secca al punto che la saliva sparisce quasi completamente, e la lingua si gonfia, aumentando il rischio di soffocamento. In questo stato, la lucidità mentale è ridotta al minimo, e la persona è sopraffatta da desideri di pianto e ritiro, ma non può permettersi di sprecare liquidi preziosi. Il capo smette di rimproverare per pietà o rassegnazione, e i colleghi evitano il contatto, pensando a una tragedia familiare. Spesso, chi si trova a questo livello non ricorda nemmeno le circostanze della serata precedente, nonché la compagnia con cui ha trascorso le ore di festa. L’unica possibile via di fuga è il sonno, accompagnato da sigarette accese in modo distratto e un senso crescente di ansia riguardo a possibili situazioni a rischio, come rapporti non protetti.

L’esperienza più comune è che, dopo qualche ora di riposo, la condizione migliori, scendendo al livello precedente, ma resta un monito per evitare di ripetere simili eccessi.


Questa descrizione dettagliata dei diversi gradi di sbornia offre un quadro realistico e aggiornato di un fenomeno che continua a influenzare profondamente la vita sociale e lavorativa di molti italiani, sottolineando l’importanza di un consumo responsabile e di una gestione consapevole degli effetti postumi dell’alcol.

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