Economia

Fisco, se hai debiti scatta il prelievo automatico dell’Agenzia delle Entrate: chi rischia grosso

Agenzia dell'Entrate e prelievo forzato, novità
Se hai debiti scatta il prelievo dell'Agenzia delle Entrate -nardonardo.it

Si avvicina una svolta significativa con l’introduzione di un meccanismo di prelievo automatico da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La norma contenuta nell’articolo 1, comma 725 della legge 199/2025 impone agli enti pubblici che effettuano pagamenti a favore di titolari di redditi da lavoro autonomo di verificare preventivamente la posizione fiscale del beneficiario.

Se emergono debiti iscritti a ruolo, anche di modesta entità, l’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere immediatamente con la trattenuta sull’importo dovuto, senza attendere ulteriori notifiche o atti di pignoramento.

Nuova disciplina sul prelievo automatico per debiti fiscali: cosa cambia

Fino a oggi, questo tipo di controllo avveniva solo per pagamenti superiori a 5.000 euro, ma dal prossimo giugno ogni compenso, indipendentemente dall’entità, sarà soggetto a questa verifica e possibile decurtazione. Ciò significa che, anche per sanzioni amministrative o tasse non pagate di poco valore, il professionista potrebbe vedersi trattenere l’intera parcella per saldare il debito.

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Prelievo automatico per debiti fiscali-nardonardo.it

La misura ha suscitato forti perplessità nel mondo delle professioni, con il Consiglio nazionale forense che ha definito la normativa «vessatoria e discriminatoria». Tra le principali criticità evidenziate vi è la disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti, inclusi quelli pubblici, che ricevono regolarmente lo stipendio anche in presenza di debiti fiscali, mentre i professionisti autonomi rischiano il blocco immediato del compenso, che rappresenta il diretto corrispettivo per la prestazione resa.

Inoltre, sussiste una discriminazione tra professionisti che lavorano prevalentemente con la pubblica amministrazione e quelli che operano nel settore privato. Solo i primi sono esposti al rischio del blocco integrale del pagamento a fronte di debiti fiscali, anche se di modesta entità, senza che vi sia una ragionevole giustificazione.

Un altro aspetto particolarmente delicato riguarda la tutela del diritto di difesa. La nuova normativa elimina la necessità dell’atto di pignoramento, che rappresentava il primo momento in cui il contribuente veniva formalmente a conoscenza della pretesa tributaria e poteva contestarla.

Senza questo passaggio, il professionista perde la possibilità di opporsi tempestivamente a eventuali vizi di notifica o illegittimità, esponendosi a un rischio di ingiustizie derivanti da cartelle esattoriali non correttamente notificate o addirittura annullate.

Come sottolinea Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, il nuovo meccanismo potrebbe paralizzare l’attività professionale anche in caso di pendenze fiscali di carattere formale o di lieve entità, come il mancato pagamento di una tassa automobilistica o una semplice multa. Questo sistema, oltre a complicare la liquidità dei professionisti, rischia di compromettere la regolare erogazione delle prestazioni, poiché il compenso rappresenta la remunerazione diretta del lavoro svolto.

L’introduzione di questo strumento di riscossione automatica rappresenta dunque un cambiamento epocale nella gestione dei rapporti economici tra pubblica amministrazione e soggetti titolari di reddito autonomo, ponendo nuove sfide sia sul piano operativo che sul fronte della tutela dei diritti tributari e costituzionali.

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