Economia

Banche, scatta la stretta sui contanti: senza questo documento anche il bancomat ti dirà di no

Le nuove disposizioni mirano a semplificare l’accesso al denaro liquido
L’obbligo di documento d’identità per il prelievo al bancomat e presso esercizi commerciali(www.nardonardo.it)

L’anno appena iniziato porta con sé importanti novità per il prelievo di contante in Italia, introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Le nuove disposizioni mirano a semplificare l’accesso al denaro liquido, soprattutto nelle zone meno servite da sportelli automatici, ma impongono anche regole più stringenti in termini di sicurezza e tracciabilità delle operazioni. Questo aggiornamento legislativo si inserisce nel più ampio contesto di lotta all’evasione fiscale e di promozione della digitalizzazione dei pagamenti, temi centrali nel dibattito economico e sociale del Paese.

A partire dal 1° gennaio 2026, per effettuare un prelievo di contante non è più sufficiente la semplice presentazione della carta bancomat o di credito: diventa obbligatorio esibire un documento di identità valido. Questa misura, prevista dalla nuova legge di bilancio, riguarda sia i prelievi tradizionali agli sportelli automatici sia quelli effettuati presso esercizi commerciali convenzionati come tabaccherie, edicole, farmacie e supermercati.

La possibilità di prelevare direttamente nei negozi fino a un massimo di 250 euro giornalieri rappresenta una delle innovazioni più rilevanti. L’obiettivo è facilitare l’accesso al denaro contante nelle aree rurali e nei piccoli centri, spesso carenti di sportelli bancomat, e nel contempo incentivare i consumi nei negozi locali. Tuttavia, senza il documento di identità, la transazione sarà automaticamente respinta dal sistema, bloccando così qualsiasi tentativo di prelievo.

È importante notare che il commerciante applicherà una commissione variabile in base all’istituto bancario e all’esercente stesso, un costo che gli utenti dovranno considerare nell’utilizzo di questa nuova modalità.

Limiti e controlli per prevenire il riciclaggio

Rimangono in vigore i limiti mensili per i prelievi di contante agli sportelli automatici, fissati a 10.000 euro. Qualsiasi operazione che superi questa soglia deve essere segnalata all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), organismo specializzato nel contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Le banche sono tenute a monitorare attentamente le transazioni dei clienti per garantire trasparenza e legalità.

Questo rafforzamento delle verifiche rappresenta un ulteriore passo verso la tracciabilità dei flussi finanziari, in linea con le direttive europee e con le politiche nazionali per la sicurezza economica del Paese.

Il contesto italiano, con una popolazione di circa 59 milioni di abitanti, presenta ancora una forte preferenza per l’uso del contante.

L’impatto delle nuove regole sulle abitudini di pagamento degli italiani(wwwnardonardo.it)

Il contesto italiano, con una popolazione di circa 59 milioni di abitanti, presenta ancora una forte preferenza per l’uso del contante. Secondo recenti dati, circa l’86% delle transazioni economiche in Italia avviene ancora in contanti, una percentuale superiore alla media europea, che si attesta attorno al 79%. Tuttavia, l’adozione crescente di strumenti di pagamento elettronici, come carte di credito, bancomat e app di pagamento, sta progressivamente modificando le abitudini dei consumatori.

L’introduzione dell’obbligo di pagamento tracciabile per molte spese detraibili, valido dallo scorso anno, ha già segnato un cambio di passo significativo. Oggi è obbligatorio utilizzare strumenti tracciabili – come carte di credito, bancomat, assegni o bonifici – per oneri quali prestazioni sanitarie private, istruzione, attività sportive, abbonamenti al trasporto pubblico, affitti universitari e molti altri. Il mancato utilizzo di metodi tracciabili comporta la perdita della detrazione fiscale prevista.

Questa nuova normativa ha suscitato qualche difficoltà, soprattutto tra i cittadini meno avvezzi all’uso della moneta elettronica. Sono circa 13 milioni gli italiani che utilizzano regolarmente la moneta elettronica, ma la quota di chi la conosce e la usa con frequenza è ancora limitata rispetto alla totalità della popolazione. Per questo motivo, alcune associazioni di consumatori e Caf hanno richiesto una moratoria per l’applicazione delle sanzioni relative alla tracciabilità dei pagamenti, al fine di garantire un’adeguata informazione e consentire a operatori e contribuenti di adeguarsi.

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