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Attenzione all’acqua in bottiglia: non tutte sono salutari per i reni. Ecco le più adatte

Qual è acqua in bottiglia migliore per i reni
Attenzione all'acqua in bottiglia: non tutte sono salutari per i reni. Ecco le più adatte -nardonardo.it

La scelta dell’acqua in bottiglia non è affatto neutra per la salute, soprattutto per chi deve tutelare la funzionalità dei propri reni.

Non tutte le acque minerali sono uguali e, a seconda della composizione, possono influire in modo diverso sull’organismo.

Negli ultimi anni, studi aggiornati hanno confermato che l’attenzione alla qualità dell’acqua consumata quotidianamente è fondamentale per prevenire disturbi renali, in particolare la formazione di calcoli.

L’importanza della qualità dell’acqua per la salute renale

L’acqua in bottiglia che si consuma ogni giorno — che sia in palestra, a scuola, in ufficio o a tavola — può contenere minerali e sostanze che incidono direttamente sul lavoro dei reni. Questo perché i reni filtrano il sangue e sono responsabili dell’eliminazione delle sostanze in eccesso, tra cui i minerali disciolti nell’acqua ingerita.

Reni e acqua: quale scegliere

L’importanza della qualità dell’acqua per la salute renale-nardonardo.it

Alcuni tipi di acqua, infatti, possono favorire la formazione di calcoli renali, condizione estremamente dolorosa e debilitante. Non è quindi sufficiente affidarsi solo al prezzo o alla pubblicità, ma è essenziale leggere attentamente l’etichetta delle acque minerali per valutare la presenza di sostanze come nitrati, calcio, sodio, potassio e magnesio. Questi elementi devono essere dosati in base alle esigenze specifiche di ciascun individuo e alle condizioni di salute.

La scelta dell’acqua ideale varia in base alle caratteristiche personali. Ad esempio, gli sportivi necessitano di acque ricche di minerali persi con il sudore, come calcio, sodio, potassio, magnesio e cloruri. Al contrario, chi soffre di ipertensione dovrebbe preferire un’acqua più diuretica, con un basso contenuto di sodio.

Per chi ha problemi digestivi si consiglia un’acqua ricca di bicarbonati, mentre le donne in gravidanza o in fase di allattamento dovrebbero optare per un’acqua con un buon contenuto di calcio. Ma il criterio più importante per chi ha patologie renali è senz’altro il residuo fisso, ovvero la quantità di sali minerali che rimangono dopo l’evaporazione dell’acqua.

Gli esperti raccomandano di scegliere un’acqua con un residuo fisso molto basso, preferibilmente sotto i 100 mg/l, per non sovraccaricare i reni. Acque con residuo fisso superiore ai 200 mg/l potrebbero risultare dannose per chi ha problemi renali, aumentando il rischio di formazione di calcoli.

Tra le acque con residuo fisso molto basso, la Sant’Anna è considerata tra le migliori, con un valore intorno ai 22 mg/l. Questa caratteristica la rende particolarmente adatta a chi deve preservare la funzionalità dei reni.

Un’altra valida alternativa è rappresentata dall’acqua Smeraldina di Sardegna, anch’essa raccomandata per chi soffre di patologie renali grazie alla sua composizione equilibrata e al basso residuo fisso.

È importante ricordare che la scelta dell’acqua deve sempre tenere conto delle condizioni di salute individuali e, in caso di patologie specifiche, consultare un medico o un nutrizionista per indicazioni personalizzate.

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